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Pacchi postali con soprastampa falsa e originale

Circolano sul mercato filatelico, a mio parere provenienti dalla Germania, francobolli originali con soprastampe false. Mostro ai lettori dell’ ACS il valore da me bocciato appartenente alla serie del 1890 ...

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Pontificio ancora falsi

Da Roma tre esemplari di Pontificio sottopostimi a verifica e bocciati come falsi: Esemplare da Cent. 40 , non dentellato, falso perché rappresenta la posizione 10 del pannello di destra dei ...

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Tariffario (in vigore)

Tariffario (in vigore)

Vi mettiamo a disposizione due utili documenti. Per scaricarli, cliccate sul loro titolo. Lettera d'incarico per perizia Avvertenze importanti per le perizie filateliche   GLI  ONORARI PROFESSIONALI per  la verifica dei  francobolli e della storia ...

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Biografia

Mario Merone nasce a Sant'Anastasia (Napoli) il 1938. Sposato, senza figli, ha dedicato la sua vita lavorativa  all'ingegneria civile sia da libero professionista sia da imprenditore edile. A ...

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SICILIA – lettera da Messina del 18 aprile 1859 per Napoli

Vi mostro, avanti-retro, la bella letterina con affrancatura siciliana, spedita da Messina il 18 aprile 1859 per Napoli. L’allegato certificato, da me rilasciato alla fine del 2016, riporta che la lettera fu affidata al piroscafo postale francese Pausillipe che veniva da Malta nello stesso giorno.La lettera giunse a Napoli il giorno successivo 19 aprile. Il certificato descrive anche il pregevole ritocco 59 dell’1 grano, verde oliva grigiastro, della seconda tavola ma non menziona la posizione 25 nel foglio di 100 esemplari del 10 grana, azzurro cupo. L’attuale intervento completa la carente descrizione del certificato.

da Messina a Napoli 18 aprile 1859001 da Messina a Napoli 18 aprile 1859002 da Messina a Napoli , 18 aprile 1959, con 11 Gr Sicilia001

Lettera inviata il 3 Ottobre 1859 da Messina a Napoli con i Piroscafi postali francesi

Auguro ai miei Amici e ai tanti che non conosco un felice e sereno Anno 2018 mostrando questa bella lettera, avanti-retro, spedita da Messina il 3 Ottobre 1859 per Napoli, affrancata con 10 grana, azzurro cupo, posizione 39 del foglio di 100 esemplari, e con 1 grano, seconda tavola, bruno oliva, carta di Napoli, posizione 39 del foglio di 100 esemplari, per la quale alla fine dell’anno 2016 rilasciai il certificato che allego. La lettera fu portata a Napoli con il Piroscafo postale francese Vatican che si trovava nella rada di Messina e proveniva da Malta il giorno 1 ottobre. La lettera giunse a Napoli il giorno 4 ottobre, Martedi.

 

da Messina a Napoli 3 Ottobre 59001 da Messina a Napoli 3 Ottobre 59002 da Messina a Napoli con 11 Gr Sicilia001

Le lettere degli antichi Stati Italiani raccontano la nostra storia

Il giorno 15 dicembre 2017 ho pubblicato su facebook: Gentili Amici mi piace, oggi, mostrarVi, l’involucro esterno della lettera spedita da Reggio il 20 agosto 1860 per Catanzaro, affrancato con 2 grana, terza tavola, rosa carminio. Il francobollo, difettoso all’origine, fu obliterato con lo svolazzo del tipo 7 nei primissimi giorni d’uso di tale annullamento. L’insieme è una grande rarità storico-postale del settore territoriale ed il certificato che allego ne spiega le motivazioni. Aggiungo ancora che la lettera è di grandissimo pregio essendo forse l’unica che sia partita da Reggio il giorno stesso della liberazione. Dallo stesso ufficio, e fino alla fine del mese di Agosto del 1860,  soltanto pochissime altre lettere furono spedite. Soltanto qualche altra lettera è giunta fino ai giorni nostri.

Il certificato riporta tutte le notizie storiche riguardanti Reggio e la sua liberazione dai borboni.

 

da Reggio a Catanzaro con 2 gr, 7c001  da Reggio a Catanzaro Certificato001

Lettera di grammi 10 da Novi a Pastrengo per la Via di Svizzera

Mostro oggi la lettera, alquanto stanca ma pur sempre interessante, spedita da Novi il 4 settembre 1861 per Pastrengo, appena poco dopo la Seconda Guerra d’Indipendenza, combattuta dalla Francia e dal Regno di Sardegna contro l’Austria dal 27 aprile 1859 al 12 luglio 1859 che  si concluse con l’armistizio di Villafranca (11-12 luglio 1859) e con  la sconfitta dell’Austria che  cedette alla Francia la Lombardia, girata poi al Regno di Sardegna. A seguito di tali eventi bellici anche la Convenzione postale tra i due Stati, in vigore dal 1 gennaio 1854, venne sospesa e la corrispondenza tra il Regno di Sardegna e l’Austria venne istradata per la Via di Svizzera applicando la Convenzione sardo- svizzera del 21 ottobre 1850 che prevedeva la tariffa di 60 cent. per ogni 10 grammi di peso. Il completamento delle operazioni belliche ripristinò gli scambi postali nel settembre 1859 ma la richiamata Convenzione comunque rimase sospesa e la corrispondenza si continuò ad inoltrarla tramite la Lombardia per la Via di Svizzera, franca, pagando 60 centesimi che, ripeto, era la tariffa Via di Svizzera dall’Italia.

La lettera in oggetto fu affrancata con due francobolli della quarta emissione di Sardegna, il 40 cent., tinta del 1861, rosso vermiglio, e il 20 cent., tinta del 1861, azzurro oltremare. Al recto vi è l’annullo accessorio P. D. –  Sono presenti, al verso,

  • due annulli ambulanti ferroviari, data 4 settembre 61, con il nome della linea “Linea Vittorio Emanuele – Sezione Ticino “, dal nome della Società che gestiva il servizio e “ Linea  di Genova” con cui si indicava la linea tra Torino e Genova. Entrambi i bolli mostrano anche il numero 2  indicante la direzione di percorrenza discendente.
  • Il cerchio di Milano, 5 sett. 61
  • l’annullo ambulante lacuale Lario (2), corsa discendente, e data 5 settembre 61
  • annullo ambulante ferroviario svizzero Banhpost – Chur- S. Gallen, 6 novembre 61
  • il bollo di transito di Feldkirch del 7 settembre
  • il bollo di Verona del 10 settembre
  • SARDEGNA via Svizzera003  SARDEGNA via Svizzera002

Province Napoletane con Varietà di riporto

Busta per lettera, terzo porto, da Napoli, 27 settembre 1861, per Mammola, affrancata con 2 grana, tre esemplari, Province Napoletane, celeste, riporti secondo, settimo e decimo. I riporti sono le varietà che si riscontrano nei francobolli delle Province Napoletane. Infatti ciascun foglio di 50 valori era formato da 5 blocchi riporto di 10 esemplari. Ciascuna unità del blocco aveva caratteristiche diverse. L’annullo di Napoli è senza anno.

da-napoli-per-mammola001 da-napoli-per-mammola002-1 da-napoli-per-mammola002-2

 

Una bella lettera di primo porto da Roccarasa, 1 febbraio 1862, per Città di Penne, affrancata con 2 grana, Province Napoletane, azzurro, quarto riporto. Il francobollo mostra una falla di stampa sotto la Croce alta a destra e la lettera G di grana spezzata.

da-roccarasa-per-penne001da-roccarasa-per-penne002

La fascetta per giornali, completa, fu affrancata con mezzo tornese, Province Napoletane,verde giallo chiaro, nono riporto.

 

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Ancora una lettera delle Province Napoletane, primo porto, da Napoli, 22 febbraio 1862, per Cerignola, affrancata con 2 grana, celeste, quinto riporto.

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La pillola filatelica del 1 novembre 2016

Noi Italiani abbiamo sempre detto: “Posta in arrivo”. Oggi, che è moda scimmiottare gli Inglesi, diciamo “Incoming mail“.

Da buon Italiano quale mi sento essere, vi mostro, avanti – retro, la busta per lettera che partì dalla Francia, via di mare, da Marsiglia il 26 gennaio 1860 e giunse a Napoli il giorno 30 gennaio.

La lettera fu portata dal piroscafo postale francese Pausilippe che, all’epoca, faceva servizio sulla linea indiretta d’Italia da Marsiglia a Malta e ritorno. L’affrancatura, all’epoca, non era obbligatoria. La lettera, schiava, fu tassata a Napoli per 24 grana. Quale segno di tassazione della lettera proveniente dall’estero, si appose l’ovale a doppio contorno con la dicitura AGDP, Amm.ne Gen.le delle Poste

Al verso fu apposto l’ovoide con la dicitura su due righe “Napoli Servizio – Estero per Marsiglia “

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Un vero delitto filatelico

Giunge ai giorni nostri questo frammento di lettera spedito da Roma l’Aprile 1861 per Buenos Ayres affrancato con coppia del 7 baj, azzurro, annullata con la griglia di Roma.

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Il frammento faceva parte della lettera inviata da Roma nei Paesi d’Oltremare per la via d’Inghilterra e obbligatoriamente doveva essere affrancata, se di primo porto, per 38 baiocchi fino al porto di sbarco. La lettera fu trasportata per via di mare fino a Marsiglia, da Civitavecchia, con i piroscafi postali francesi. Fu fatta proseguire per via di terra fino a Londra e da Liverpool raggiunse, con i piroscafi transatlantici, Buenos Ayres. Necessariamente sulla parte mancante vi erano i bolli di arrivo e le tassazioni applicate dallo sbarco fino alla destinazione. Un cimelio storico perduto per sempre.

Da Roma, 29 marzo 59, per Bordeaux per via di mare

da Roma a Bordeaux001
da Roma a Bordeaux002
Posto, con i particolari dei bolli, questa graziosa lettera, avanti-retro, completa di testo, scritta a Roma il 28 marzo 1859 e postalizzata nella Capitale il giorno successivo per Bordeaux, dove giunse il giorno 3 aprile.
La lettera, affrancata con 6 baj, grigio verdastro, e con 7 baj, coppia orizzontale, azzurro, fu scambiata con la Francia per la via di mare con bastimenti di commercio e in pacchi chiusi. Tra le due Amministrazioni postali, Stato Pontificio e Francia, esisteva la Convenzione postale firmata l’1 aprile 1853 che entrò in vigore il 7 giugno successivo con Notificazione del Cardinale Antonelli. Lo scambio tra le Amministrazioni prevedeva che il peso della lettere fosse di grammi 7 e mezzo per singolo porto e che la tariffa, per il primo porto, fosse di cent. 65 dei quali 45 erano a favore della Francia e 20 a favore dello Stato pontificio. A tanto bisognava aggiungere ancora altri 35 cent., se la lettera era spedita per via di mare. Questo ulteriore importo andava alla Amministrazione che eseguiva il trasporto. Il totale dei centesimi, 100, corrispondevano ad 1 franco francese che era equivalente a 20 baiocchi dello Stato Pontificio.
Per la corrispondenza inviata per la via di mare, tra le due amministrazioni, i conteggi venivano fatti ogni tre mesi. Il Regolamento conseguente alla Notificazione del Cardinale Antonelli, firmato il 31 agosto del 53, riportava che gli uffici di Parigi e Marsiglia scambiavano la corrispondenza con gli uffici di Roma e Civitavecchia se la stessa veniva inviata con i bastimenti de LA Compagnie des Messageries Maritimes. Se, invece, la corrispondenza era inviata con i bastimenti di commercio, il solo ufficio di Marsiglia scambiava con l’ufficio di Civitavecchia.
La lettera in esame fu inviata a Marsiglia, in plico chiuso, a spese dell’Amministrazione pontificia e venne appoggiato ai vapori della linea diretta Napoli- Civitavecchia – Marsiglia che era gestita dalla Compagnia dei Vapori Napoletani.
Su questa linea le Poste Pontificie adottarono il timbro con la dicitura Civitavecchia/ Bastimenti di Commercio racchiusa in un cerchio che applicarono, a Roma, sulle buste in partenza.
da Roma a Bordeaux bastimento di commercio005 Civitavecchia Bastimenti001

Sulla fronte della missiva apposero anche il timbrino P.D., in cartella rettangolare, a dimostrazione che per la lettera, spedita in plico chiuso, era stato pagato l’intero importo fino a destinazione.
da Roma a Bordeaux bollo PD006

Per la spedizione delle corrispondenze dirette a Marsiglia e nei dintorni francesi le Poste Pontificie utilizzarono in preferenza i bastimenti di commercio, mentre si avvalsero dell’ausilio dei battelli delle Messageries Maritimes per l’invio della corrispondenza che doveva proseguire per la la Gran Bretagna e /o l’oltremare.
Infine per l’inoltro della corrispondenza con i vapori di Commercio napoletani sulla linea diretta, a Marsiglia si utilizzò il timbro ottagonale, impresso con inchiostro azzurro,
da Roma a Bordeaux bollo ottogonale004

mentre sulla corrispondenza inviata con i postali francesi de la Compagnie des Messageries Maritimes l’ufficio di Marsiglia utilizzò un timbro a doppio cerchio impresso con inchiostro rosso.
doppio cechio rosso

Dell’importo che affrancò la corrispondenza l’ufficio di Roma pagò il valore di 2 baj. al Capitano del bastimento di commercio mentre gli ulteriori 18 baiocchi furono destinati allo Stato pontificio.
Al verso vi sono i bolli di transito e di arrivo nel territorio francese.

La Posta Pneumatica Italiana nel periodo ” Floreale” – Il servizio nella Città di Napoli

Come presentare ad una Manifestazione filatelica la Storia postale di un argomento in  1 quadro di 12 fogli?  L’argomento scelto calza ad esempio ai collezionisti che volessero cimentarsi in queste manifestazioni. Preciso che il quadro finora non è mai stato esposto e, appena raggiungerà  un apprezzabile valore di medaglia a livello nazionale,  sarà portato a 16 fogli e parteciperà a qualche esposizione mondiale.                                                                                                                                                                                                                                       Posta pneumatica001 Posta pneumatica002 Posta pneumatica003 Posta pneumatica004 Posta pneumatica005 Posta pneumatica006 Posta pneumatica007 Posta pneumatica008  Posta pneumatica009 Posta pneumatica010 Posta pneumatica011 Posta pneumatica012

Rarità degli ASI, delle Colonie Italiane e del Regno d’Italia

Del territorio dell’Oltre Giuba, ceduto dall’Inghilterra all’Italia , i due rari valori, emessi nel novembre 1925, per il Giubileo del Re, il rarissimo 60 cent., carminio, e 1 lira, azzurro, dentellatura 13½, senza linguella e con gomma originale integra.

Oltre Giuba - Giubileo del Re001

Continua la vetrina delle rarità. Oggi mostro, avanti-retro,   il primo valore emesso da Costantinopoli su francobolli d’Italia soprastampato 10 para su 5 centesimi, Leoni, verde. Trattasi del primo valore della prima emissione locale. La soprastampa ha caratteri diversi ed il catalogo Sassone degli Uffici postali all’estero lo riporta, per l’ufficio di Costantinopoli, alla voce 1b

Costantinopoli 10 para su 5 verde nuovo001  Costantinopoli 10 para su 5 cent003

 

Oggi mostro una perla già nota ai collezionisti di Toscana:  il 9 crazie, bruno violaceo su grigio, coppia usata, catalogata dal Sassone al n. 8 –

Il francobollo, con difetti di stereotipo, fu emesso il giorno 1 luglio 1851. E’ l’Unica coppia della intera emissione, a me nota finora, senza filigrana.  E’ proprietà di borbone0.

Toscana001  Toscana002

Ecco ancora il Servizio di Stato con bordo laterale destro del foglio

Servizio di Stato001