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Pacchi postali con soprastampa falsa e originale

Circolano sul mercato filatelico, a mio parere provenienti dalla Germania, francobolli originali con soprastampe false. Mostro ai lettori dell’ ACS il valore da me bocciato appartenente alla serie del 1890 ...

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Pontificio ancora falsi

Da Roma tre esemplari di Pontificio sottopostimi a verifica e bocciati come falsi: Esemplare da Cent. 40 , non dentellato, falso perché rappresenta la posizione 10 del pannello di destra dei ...

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Tariffario (in vigore)

Tariffario (in vigore)

Vi mettiamo a disposizione due utili documenti. Per scaricarli, cliccate sul loro titolo. Lettera d'incarico per perizia Avvertenze importanti per le perizie filateliche   GLI  ONORARI PROFESSIONALI per  la verifica dei  francobolli e della storia ...

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Biografia

Mario Merone nasce a Sant'Anastasia (Napoli) il 1938. Sposato, senza figli, ha dedicato la sua vita lavorativa  all'ingegneria civile sia da libero professionista sia da imprenditore edile. A ...

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Parma – Governo Provvisorio, 5 centesimi, usato. Originale o falso?

Mostro, avanti-retro, il bollo usato degli ASI, 5  centesimi, verde giallo, del Governo Provvisorio del Ducato di Parma.

  

Il bollo è originale e occupa la posizione 23 nel foglio di 60 valori. Al verso, sulla parte centrale destra, presenta una zona assottigliata. I cataloghi specializzati lo riportano, usato, come una delle grandi rarità di settore.

La bollatura, però, è originale?

Il raro annullo di Bardi e soprattutto la sua alta quotazione hanno richiamato  subito la mia attenzione obbligandomi anche  a dedicare molto tempo al suo studio.

Bardi, un piccolo paese collinare, a 45 km da Fiorenzuola d’Arda, nell’alta valle del Ceno, posto alla confluenza dei torrenti Ceno e Noveglia, all’epoca apparteneva alla Provincia di Piacenza e non aveva un proprio ufficio postale che, dai cataloghisti specializzati viene riportato aperto nel 1860 ma del timbro esistente in questo ufficio non si fa menzione ed anzi esplicitamente si riporta utilizzato solo su bolli di Sardegna e del Regno d’Italia.

Parliamo di un ufficio postale di nuova costituzione che, con altri 44, ricevette solo nel 1861 un bollo annullatore piccolo a doppio cerchio con rosetta, utilizzato su bolli di Sardegna e del Regno d’Italia.

Il nostro bollo, invece, porta la timbratura ad un cerchio piccolo con il nome della località in alto e data al centro, 5 gennaio 1860.

Se, quindi, il timbro fosse originale ci troveremmo al cospetto di una primissima data d’uso.

Ma il bollo postato è originale? Il bollo in esame senz’altro non è zincografico e l’inchiostro è oleoso. Possiamo perciò escludere che il timbro sia stato posto sul bollo in tempi recenti.

Non esiste, però, alcuna documentazione dalla quale si rilevi  che a questo ufficio postale venne distribuito il tipico annullatore a cerchio piccolo con data ed anzi i bullettini dell’epoca riferiscono solo  della distribuzione del doppio cerchio piccolo simile all’impronta dell’ufficio sardo.

Per completezza d’indagine ho anche confrontato  i caratteri del bollo in esame con altri, che mostro,  dello stesso periodo. Il confronto mi ha lasciato perplesso.

D’altra parte preciso anche che, parlando dei primissimi giorni d’uso e con un timbro nuovo di zecca, questa bollatura avrebbe dovuto presentarsi nitida e con le lettere intere e bene impresse.

Invece la D e la I  di Bardi non soltanto già si presentano deteriorate ma anche le caratteristiche dimensionali di Gen e 60 sono nettamente diverse  sui due bolli.

 

 

Per tutti i motivi menzionati boccio convintamente l’originalità del bollo nell’insieme  e decido anche di pubblicizzarlo perché altri miei colleghi ne prendano cognizione e non cadano, in seguito, nell’errore  di certificarne l’originalità.