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Pacchi postali con soprastampa falsa e originale

Circolano sul mercato filatelico, a mio parere provenienti dalla Germania, francobolli originali con soprastampe false. Mostro ai lettori dell’ ACS il valore da me bocciato appartenente alla serie del 1890 ...

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Pontificio ancora falsi

Da Roma tre esemplari di Pontificio sottopostimi a verifica e bocciati come falsi: Esemplare da Cent. 40 , non dentellato, falso perché rappresenta la posizione 10 del pannello di destra dei ...

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Tariffario (in vigore)

Tariffario (in vigore)

Vi mettiamo a disposizione due utili documenti. Per scaricarli, cliccate sul loro titolo. Lettera d'incarico per perizia Avvertenze importanti per le perizie filateliche   GLI  ONORARI PROFESSIONALI per  la verifica dei  francobolli e della storia ...

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Biografia

Mario Merone nasce a Sant'Anastasia (Napoli) il 1938. Sposato, senza figli, ha dedicato la sua vita lavorativa  all'ingegneria civile sia da libero professionista sia da imprenditore edile. A ...

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Assedio di GAETA

Presento  un eccellente documento storico-postale risorgimentale che rappresenta anche uno stupendo pezzo postale di storia nazionale, in tema per celebrare il cento cinquantenario dell’Unificazione dell’Italia in un unico Stato.

La busta di lettera, inviata da Vezzani (Corsica) l’8 genn. 1861 per Capua o al seguito, riporta al verso la cifra “ 9 “ che rappresenta le decime di lira francese che il mittente pagò, per contanti, all’atto della spedizione. La lettera, per la via di Marsiglia,  fu fatta arrivare a Napoli con i postali francesi. Poco impresso, al verso, l’ovoide “Napoli Servizio Estero per Marsiglia” ancora in uso nel 1861 contrariamente a quanto riporta Dello Buono nel suo testo “ Bollature e Annullamenti postali del regno di Napoli” che lo vuole in uso fino al 1859.

Vi sono, al recto,  segni di tassazioni 6, 15, 32, 32 e 35 in principio scritti, poscia annullati con “ Corretta “, in ovale ed in cartella rettangolare, che rappresentano le somme, in grana, dovute dal destinatario alla consegna della lettera.

Al verso vi sono vari annulli a doppio cerchio “Napoli con data al centro”,  di cui due con due fregi a croce ai lati ed uno con fronde ai due lati, che venivano posti su lettere tassate in arrivo a Napoli. Anche questi annullamenti di tassazione furono usati ancora nel 1861contrariamente a quanto riporta Dello Buono nel suo testo.

Completano il verso due annulli  a doppio cerchio, in nero,  “ Regia Posta Militare Sarda N. 1”  con date 25 e 26 genn 61  al centro “.

La lettera fu anche inviata a Mola, attuale Formia, ed infine da Napoli  rispedita a Marsiglia per respingerla al timbro (manoscritto al recto su due righe a sinistra).

La lettera era diretta a Costantini Pompeo, Capitano del Reggimento Dunne.  Chi era costui? Chi era Dunne?

Costantino Pompeo nato 23 giugno 1835 a Ghisoni(Corsica), dal 1853 al 1857, servì nell’esercito francese nelle cui file combattè in Crimea. Nel 1860 fu capitano nella brigata Dunne dell’esercito garibaldino e il 1° ottobre al combattimento di S.Angiolo al Volturno meritò una medaglia d’argento al valore.

– decorato con Medaglia di Savoia in argento al valor militare, è riportato come Capitano del 59° Reggimento di Fanteria (Brigata Calabria), brigata costituita nel 1861 del nascente riordinamento dell’Esercito del Regno d’Italia;

– nel 1861 la Brigata Calabria venne costituita dal 59° e 60° Reggimento Fanteria (quindi ricompare il 59° Reggimento);

– dal 1863 un certo Costantini Pompeo del 59° Reggimento Fanteria fece parte del Tribunale Militare di Gaeta;

Entrato poi nell’esercito italiano, fu premiato di menzione onorevole nella repressione del brigantaggio e prese parte alla campagna d’Indipendenza del 1866 col 59° regg. fanteria.

Chi era Dunne? Un generale inglese, John William Dunne, che comandava la brigata ed operò in quella area tra Capua e Mola.

Per non andare troppo lontano riporto  che i   Generali, ufficiali e civili Garibaldini, i «Mille», come la Storia li ricorda, provenivano per la metà dal Lombardo-Veneto, poi, in ordine decrescente, dal Granducato di Toscano, e dai Ducati di Parma e di Modena. Tra costoro vi erano 150 avvocati, 100 medici, 20 farmacisti, 50 ingegneri e 60 possidenti. Quasi tutti stavano scappando da qualcuno o da qualcosa. Vi erano, però, anche  tanti stranieri tra i quali il colonnello John William Dunn, inglese, Peard, Forbes, Speeche e numerosi ufficiali ungheresi.

Per ritornare alla lettera, l’indicazione sulla lettera “Capua o al seguito” ci fa capire che il mittente non sapeva ove esattamente si trovasse il destinatario. Comunque l’area Capua è collocabile nella zona delle operazioni militari.

Dopo la battaglia del Volturno (1 ottobre 1860), in quell’area, vi fu un concentramento di reparti che dal 24 ottobre, anche con il ritiro di alcuni reparti borbonici, rimase da espugnare Capua.

Il 28 ottobre a S. Angelo, Garibaldi mise a disposizione dell’esercito regolare circa 11.000 garibaldini con i quali, il 2 novembre, costrinse alla resa Capua.

Mola di Gaeta sarà conquistata il 4 novembre.

Rimaneva soltanto Gaeta.

Il 9 novembre 1860 Garibaldi cedeva al generale Sirtori il comando dell’esercito meridionale. Per determinate vicende, dopo poco, molti volontari si congedarono e quei tanti che rimasero furono trasferiti in altre località.

Per tutte le notizie storiche riportate, ringrazio particolarmente il collezionista Pietro Borzillo di Foggia e gli Amici del Forum  di Filateliaefrancobolli che mi hanno dato un valido aiuto.

Mario Merone